Tatuaggi romani

Una caratteristica di noi italiani è l’essere molto attaccati alle nostre tradizioni e alle nostre usanze. Buono il sushi, ma se ci mettete davanti un piatto di carbonara o una pizza margherita, mi dispiace per i nostri amici orientali, non c’è storia. Bella New York, bella Barcellona e bella anche Amsterdam, ma se Roma è la Caput Mundi un motivo c’è. Detto chiaramente noi italiani siamo molto patriottici e questo lo possiamo notare anche dai tatuaggi che scegliamo di sfoggiare sui nostri corpi.

Quanti romani avete visto con il Colosseo tatuato sul braccio? O con la scritta S.P.Q.R. sulla schiena? E non è uno stereotipo, ma un must. Tatuarsi un monumento rappresentante la nostra capitale dimostra quanto sia importante amare le nostre radici e non rinnegarle mai.

Durante l’anno accademico per un progetto universitario mi è stato chiesto di analizzare un monumento e creare un video descrivendone ogni aspetto. E da buona italiana non ho potuto non scegliere un monumento italiano. Per me è il monumento per eccellenza: il Pantheon. E girovagando in Internet ho notato di non essere l’unica ad amarlo follemente. Ho scoperto che moltissime persone, con mia sorpresa, hanno deciso di tatuarlo.

Il Pantheon è uno dei monumenti più affascinanti e ricco di leggende della città eterna, innalzato nel 27 a.c. da Agrippa per volere dell’imperatore Augusto è un tempio solare costruito come tempio dedicato a tutte le divinità passate, presenti e future, successivamente è stato convertito in basilica cristiana chiamata Santa Maria della Rotonda o Santa Maria ad Martyres.

Il tempio esprime un simbolismo cosmico: un senso di equilibrio e di stabilità, principi guida dei costruttori antichi. Questo soprattutto grazie alla funzione di illuminazione della cupola, l’punto d’ingresso della luce. Un punto zenitale, considerato collegamento diretto tra dèi e vita terrena.

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